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Scrivo danni... leggi shopping |
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Ultime dalla vasca
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Scritto da AmorAmaro
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08/09/2008 - 17:08 |
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Qualche settimana fa mi è capitata sott'occhio questa notiziola; ho scoperto che tale sublime prodotto umano viene considerato un bene rifugio, cioè un qualcosa che funge da consolazione nei periodi di crisi, almeno questa è la mia interpretazione.
Pare infatti che durante i periodi di crisi economica aumenti il consumo di barrette e
cioccolatini e che le aziende prodruttrici invece di vedere i propri introiti in ribasso, come dovrebbe essere durante un periodo di crisi che si rispetti, li vedano aumentare.
Sebbene sia una che dopo pranzo e dopo cena ha bisogno di qualcosa di dolce da mangiare e che
d'inverno si butta sulle barrette Kinder o sulla Milka mentre d'estate sui Kinder Pinguì al cocco... non rientro nella categoria di chi considera il cioccolato uno strumento di consolazione... cioè per farmi passare le frustazioni corro e nuoto... e ottengo le mie
soddisfazioni palliative.
Rientro invece, senza alcuna ombra di dubbio, in quel gruppo di persone che nei periodi di crisi
tendono a consolarsi... comprando... Il più delle volte acquisto libri, più raramente, ma quando lo faccio, lo faccio come si deve, capi d'abbigliamento e accessori.
I libri mi servono per mantenere sempre valida, attiva e in fieri la mia identità di aspirante ricercatrice, quindi acquisto libri perchè devo studiare... perchè certi testi non posso non possederli... e adesso ho anche la scusa che il prossimo anno devo tenere il corso di Etnomusicologia e quindi devo avere tutti i materiali pronti e indispensabili per tutte le esigenze (tipo una malsana curiosità di qualche studente...) insomma demando ai libri, di cui mi circondo, il dovermi ricordare cosa ho fatto, cosa penso di essere e per cosa dovrei continuare ad impegnarmi.
La questione dell'abbigliamento e degli accessori è un po' più delicata... Lilian
ogni tanto mi fa notare che sono una finta frikkettona... anche se voglio apparire trasandata c'è sempre quel certo non so che di ricercato nel mio vestire (almeno credo di avere capito in questo modo) e appunto il mio problema è che compro spesso e volentieri, vestiti e borse... che sovente sono di marca.
Detto in parole povere, quando voglio e se posso, mi faccio passare certi sfizi che solo qualche
anno fa al pensiero di fare certi acquisti mi sarei guardata allo specchio incredula "io?? proprio io??"... ma erano gli anni del dottorato e dei sacrifici fatti per andarmene a spasso per il mondo... adesso non ho certe prospettive, anche perchè ho ridotto la visuale, e quindi spendo.
Ogni tanto a questa cosa ci penso...
Direi che c'è da fare una premessa circa il mio budget...
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Ultime dalla vasca
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Scritto da AmorAmaro
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27/08/2008 - 22:32 |
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L'Ankh, meglio noto come chiave della vita, è un simbolo egizio che rappresenta, appunto, la vita. Da quanto riportato su Wikipedia veniva utilizzato anche come amuleto per infondere salute, benessere e fortuna. Il piccolo_principe mi ha portato un ciondolino con relativa catenina dal suo viaggio in Egitto, e da questo pomeriggio un ankh pende al mio collo. Mi ha anche spiegato cosa vogliono dire le varie parti che lo compongono ma non ricordo bene... inoltre mi ha portato un segnalibro in papiro e un papiro su cui è riportato oltre al suddetto simbolo anche il mio nome, o meglio la parte del mio nome che lui usa quando si rivolge a me, scritto utilizzando dei geroglifici... insomma non mi posso lamentare... anche se mi aspettavo pietre preziose con cui sbizzarrire la mia fantasia creativa ... a quanto pare però il piccolo_principe deve aver capito che ho bisogno di un'iniezione di fiducia e di una buona dose di fortuna.
La vacanza marittima con la family è passata molto tranquillamente, anzi quest'anno dopo qualche anno che non accadeva ci siamo ritrovati tutti (piccolo_principe e la fidanzata compresi) al caldo di Metaponto.
Funziona così: più di 20 anni fa mio padre e le sue sorelle hanno comprato casa a Metaponto... una per ogni nucleo familiare... in tutto tre appartamenti all'ultimo piano di un condominio vacanziero... siamo 4 nipoti (il riferimento era e resta la nonna) e per noi è sempre stato un continuo passare da una casa all'altra, una battaglia per essere tutti pronti per andare al mare al mattino, una questua per le colazioni o per le merende... a caccia della torta appena fatta o di quel non so che di cui avevamo voglia, e posti letto scambiati, e giochi e chiacchiere... per non parlare dei pomeriggi passati tra cerette e rimedi di depilazione rapida vari ed eventuali... il punto centrale era ed è l'appartamento della nonna e delle ziette (adesso sono rimaste solo loro)... dove venivano e vengono quotidianamento consumati pranzi e cene... loro hanno a disposizione un terrazzo poco utilizzato viste le dimensioni, ma che è servito negli anni ad accoglierci davanti alla tavola imbandita.
Ovvio... i tempi sono cambiati... mentre prima alle 23.00 prendevamo il caffè e ci preparavamo alla serata adesso verso quell'ora cominciamo a sonnecchiare... chi davanti ad un libro come me... chi invece giocando a carte come le_ragazze (le mie due cugine ndr.).
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Ultime dalla vasca
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Scritto da AmorAmaro
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13/08/2008 - 22:36 |
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Come spesso capita quando ho più di qualche pensiero che mi frulla in testa, non riesco a concentrarmi su nessuno in particolare.
Potrei iniziare raccogliendo il filo che porta al mio nuovo lavoro part-time cominciato nel mese di agosto... quando tutti vanno in ferie io comincio a lavorare , ma ritengo che la questione richieda un apposito post che rimando al rientro dalle vacanze soprattutto per vedere gli sviluppi lavorativi.
Ci sarebbe anche il filo che porta a quanto accaduto domenica in quel di Sibari al cospetto della
'famigghia' e sotto il fuoco incrociato dell'incazzatura di fronte al testo scritto dal genitore (della famigghia, che non è la mia)... il loro voler rimarcare che le cose non sono andate nel modo riportato... ma sta di fatto che
questa è la versione scritta e quindi quella che resta; ma anche questo avvenimento merita un post tutto suo.
Ci sono poi le Olimpiadi, l'ottima prova odierna di Federica Pellegrini, Michael Phelps che nuota come
io respiro, gli italici ori rosa, e una mezza marea di considerazioni sullo sport e sul senso
delle Olimpiadi in contrapposizione al senso del fare politica, considerazioni alimentate anche
dalla recente lettura del testo di Hornby Febbre a 90', che non sono proprio sicura
troveranno spazio in post post-vacanziero, ma che non si sa mai.
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